Un attacco ransomware può bloccare l'attività di una piccola impresa in poche ore, criptando fatture, contratti, database clienti e progetti. Molte PMI italiane scoprono solo dopo l'attacco di non avere backup funzionanti o, peggio, di avere copie di sicurezza anch'esse compromesse perché collegate alla rete infetta. La regola 3-2-1 è la strategia di backup più efficace e semplice da applicare per ridurre drasticamente questo rischio, anche con budget limitati.
Cos'è la regola 3-2-1 e perché funziona
La regola 3-2-1 nasce nel mondo IT come standard minimo di sicurezza per i dati e si basa su tre principi semplici:
- 3 copie totali dei dati: l'originale più almeno due copie di backup
- 2 supporti diversi: ad esempio un disco esterno e uno spazio cloud, non due copie sullo stesso NAS
- 1 copia offsite: conservata fisicamente lontano dall'ufficio o su un cloud provider esterno
Questa logica riduce il rischio che un singolo evento, sia esso un ransomware, un incendio, un furto o un guasto hardware, distrugga contemporaneamente sia i dati originali sia tutte le copie di backup.
L'errore più comune: backup sempre collegati alla rete
Molti ransomware moderni non si limitano a criptare i file sul computer infetto: scansionano la rete aziendale alla ricerca di NAS, dischi condivisi e cartelle di backup mappate, criptando anche quelle. Se il backup è sempre online e raggiungibile dalla rete, non è realmente al sicuro.
Per questo motivo è fondamentale prevedere almeno una copia offline o immutabile, cioè non modificabile nemmeno da un amministratore per un periodo di tempo definito. Alcune soluzioni cloud moderne offrono proprio questa funzione, chiamata backup immutabile o air-gapped.
Come applicare la regola 3-2-1 in una piccola impresa
Non serve un reparto IT dedicato per implementare questa strategia. Ecco un esempio pratico adatto a uno studio professionale o a una piccola azienda:
- Copia 1 (originale): i dati di lavoro quotidiano sul PC o server aziendale
- Copia 2 (locale): backup automatico giornaliero su un disco esterno o NAS, scollegato fisicamente quando non in uso oppure protetto da backup immutabile
- Copia 3 (offsite): backup settimanale o giornaliero su un servizio cloud con crittografia, conservato su server diversi da quelli usati per il lavoro quotidiano
È importante automatizzare il processo: i backup manuali vengono spesso dimenticati o eseguiti in modo irregolare, vanificando l'intera strategia.
Testare i backup: il passaggio che quasi tutti saltano
Avere un backup non basta se non si verifica periodicamente che sia realmente ripristinabile. Molte aziende scoprono solo durante un'emergenza che i file di backup sono corrotti, incompleti o troppo vecchi per essere utili.
Buone pratiche di verifica
- Eseguire un test di ripristino completo almeno ogni tre mesi
- Controllare che vengano salvati anche database, configurazioni di sistema e posta elettronica, non solo i documenti
- Verificare i tempi necessari per il ripristino: in caso di attacco, sapere quanto tempo serve per tornare operativi è essenziale per pianificare la risposta
- Documentare la procedura di ripristino in modo che possa essere seguita anche da chi non l'ha creata
Backup e normativa: un obbligo, non solo una buona pratica
Per le imprese che trattano dati personali, il GDPR richiede misure tecniche adeguate a garantire la disponibilità e il ripristino dei dati in caso di incidente. Una strategia di backup solida non è quindi solo prudenza tecnica, ma un elemento di conformità normativa che può fare la differenza in caso di controlli o data breach da segnalare al Garante Privacy.
Cosa fare se si viene comunque colpiti da un ransomware
Se nonostante le precauzioni un attacco va a segno, alcuni comportamenti fanno la differenza:
- Isolare immediatamente i dispositivi infetti dalla rete, senza spegnerli se possibile per preservare prove utili
- Non pagare il riscatto: non garantisce il recupero dei dati e finanzia ulteriori attacchi
- Ripristinare i sistemi da backup verificati e non compromessi
- Segnalare l'incidente alle autorità competenti e, se coinvolti dati personali, al Garante Privacy entro 72 ore
La differenza tra un'interruzione di poche ore e un fermo attività di settimane sta quasi sempre nella qualità della strategia di backup adottata prima dell'attacco.
Proteggere i dati della tua azienda richiede competenze specifiche e una valutazione su misura della tua infrastruttura. Il team di Cifra Sicurezza può aiutarti a progettare una strategia di backup e disaster recovery davvero efficace: contattaci per una consulenza dedicata alla tua PMI.